venerdì 29 luglio 2016

Come scoprire se il vino è contraffatto



Ciao mi ero già occupato di come riconoscere un buon vino da un vino che contiene solfiti,ma leggendo un articolo sono rimasto al quanto perplesso perché oltre ad usare i solfiti addirittura lo falsificano cioè il vino viene contraffatto e allora
come si può riconoscere un buon vino da bere in tutta tranquillità?

Premetto non sono un grande consumatore di vino ma in compagnia degli amici e dei familiari mi piace accompagnarei pasti o come aperitivo bere un buon bicchiere di vino.

Questo mi ha spinto sempre di più ad informarmi su come si producono dei buon vini.

Provengo da un paesino di collina dove ognuno si fa il vino e conserva nelle grotte dove spesse volte lo si consuma in compagnia di amici e parenti,abbinandolo con salumi genuini senza conservanti,formaggi e frutta secca. 

Sotto ti link un piccolo documentario sulle grotte di San Giorgio Lucano(MT) Basilicata(Lucania)


http://www.trmtv.it/home/cultura/2012_08_21/37523.html

Risultati immagini per Le grotte per conservare il vino

Ma torniamo all'articolo.

Domanda:

Stai bevendo il vino falso? 

I migliori consigli su come individuare una bottiglia di vino che non sia contraffatto.

Negli ultimi anni c'è stato un aumento dei vini falsi sul mercato



  • I truffatori spesso aggiungono acqua,

  • prodotti chimici e  dolcificanti  per l'alcol oltre naturalmente una quantità eccessiva di solfiti.

  • Un'esperto di vini con sede a Londra, Clare Reeves,

  • rivela il modo migliore per individuare un falso.

  • Hai mai sperimentato una sbornia dopo appena un paio di bicchieri di vino?

  • Sicuramente non è stato il vino a procurartela ma il contenuto chimico che è stato utilizzato per fare quel vino,che non solo ti può procurato la sbornia ma che può procurarti seri problemi e danni all'organismo.

  • Allora come difenderti?

  •  Il vino falso lo puoi trovare anche in piccoli negozi indipendenti, 
  • ma già dall’etichetta ti puoi rendere conto se il vino che stai comprando è contraffatto:basta guardare la carta utilizzata, l’ortografia, i colori.

  • Se intende acquistare un vino costoso è bene che ti rivolgi ad esercizi di fiducia o meglio ancora a un produttore riconosciuto che ti può offrire la massima garanzia sulla genuinità e bontà del vino.

  • Pensa nel 2013 è stato riferito che i vini falsi hanno rappresentato il 20% delle vendite di vino a livello mondiale.

  • Comunque se il vino nel bicchiere ha un sapore insolito poi smettere di
  • bere subito in caso contrario il vero costo potrebbe essere di gran lunga superiore al costo pagato per il vino(Contraffatto).

  • Il vino è un elisir di lunga vita: bevuto in modeste quantità aiuta ad invecchiare meglio e un bicchiere al giorno fa bene alla salute.

  • Molti studi affermano che se bevi del buon vino,(uno o due bicchieri al giorno), ti proteggi dalle malattie cardiache e dall’ipertensione.

  • Buon vino fa buon sangue.

  • Vale sempre il mio motto:

  • Prevenire è Meglio che Curare:

  • Adesso se vuoi scoprire il nostro 
  • produttore di vini biologici di alta qualità per 
  • bere il tuo bicchiere di vino in tutta tranquillità. 

  • Clicca sul link sotto



  • giovedì 21 luglio 2016

    L'Olio Extra Vergine di Oliva Scade o non Scade?

    L'olio extra vergine di oliva al contrario del vino non migliora invecchiando,ma non scade.Solo che col scorrere del tempo si deteriora inesorabilmente perdendo le sue proprietà organolettiche.
    Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza su cosa effettivamente significa  “data di scadenza” nel caso dell’olio EVO  e cosa succede se consumiamo un OEVO “scaduto” o meglio un olio extra vergine di olive che ha più di 18 mesi.

    Abbiamo detto che l'olio extra vergine di olive non scade ma parliamo di deterioramento quindi parliamo di un “tempo minimo di conservazione” (TMC) e non di “data di scadenza”.Quindi l'OEVO non ha una dato di scadenza come gli altri prodotti ma un tempo minimo di conservazione.

    Cosa significa in sostanza e qual'è la differenza.
     La differenza sostanziale tra le due diciture è che nel primo caso si parla di un tempo minimo entro
     il quale il prodotto mantiene le proprietà organolettiche definite in etichetta,mentre oltre quella
     data l'olio EVO si può consumare tranquillamente per quanto riguarda la sicurezza alimentare,
    ma perde in termini qualitativi. 
    Al contrario, i cibi che prevedono una “data di scadenza” devono essere consumati entro tale termine, superato il quale si  può incorrere in seri rischi per la salute.
    Per legge il TMC dell’olio EVO è di 18 mesi dalla data di imbottigliamentoPerché “dalla data di imbottigliamento”? Semplice, perché fissando il TMC dall’imbottigliamento anziché dalla data di produzione dell’olio si favoriscono da un lato i soliti produttori furbetti e dall’altro s’ingannano i consumatori.
    E’ normale infatti imbottigliare un olio exra vergine di oliva anche ad un anno di distanza dalla sua produzione e poter mettere una TMC di 18 mesi a partire da quella data. L’olio al consumatore arriverà già con un anno di vita al quale la legge permette di aggiungere altri 18 mesi.Per meglio chiarire il concetto ho estratto da un articolo
    scritto da Paolo Amelio quanto segue: 
    Un esempio per chiarire meglio questo concetto: supponiamo che  il 15 Novembre 2011 Mario, un piccolo produttore di olio,  porti a frangere le sue olive. Essendo piccolo non può permettersi di stoccare l’olio per cui se lo fa imbottigliare tutto il giorno stesso di produzione. Le sue bottiglie avranno quindi come scadenza il 15 Giugno 2013.
    Lo stesso giorno Salvatore, un produttore molto grande, frange le sue olive e imbottiglia in parte l’olio prodotto (quindi nelle stesse condizioni di Mario), in parte lo immagazzina per poi imbottigliarlo ad esempio a Luglio 2012 (cosa completamente legale).  L’olio imbottigliato a Luglio 2012 scadrà a Gennaio 2014.
    I due oli, quello in scadenza a Giugno 2013 e quello a Gennaio 2014 sono stati prodotti lo stesso giorno, hanno subito lo stesso processo di deterioramento, dovuto ai processi ossidativi nel tempo,però uno scade sei mesi prima dell’altro! Curioso non è vero?
    Per la carità, si potrebbe obiettare che un olio conservato in cisterne di acciaio, sotto azoto e altre varie precauzioni  si deteriori di meno di uno in bottiglia. In parte è vero ma è anche vero che non esistono obblighi di legge in merito alle modalità di stoccaggio tali da evitare o bloccare i processi di deterioramento dell’olio. Quindi è nella legalità sia chi immagazzina l’olio con tutte le precauzioni del caso sia chi non lo fa; ed un olio immagazzinato per un anno in una cisterna di acciaio sotto azoto è sicuramente meno deteriorato di uno immagazzinato in una cisterna mezza vuota e piena d’aria!
    Ma  torniamo a noi consumatori e cerchiamo di rispondere alla domanda: fa male consumare un olio scaduto?
    Direi che l’aleatorietà con cui si fissa il TMC fornisca già la risposta: no, un olio scaduto non fa male.
    Ma per quanto tempo dopo la scadenza possiamo consumare un olio scaduto?
    La risposta è, ahimè, dipende! Dipende fortemente dalla qualità dell’olio e nella fattispecie dalla concentrazione di sostanze polifenoliche ivi contenute. I polifenoli contenuti nell’olio non solo lo rendono un alimento prezioso per la salute in quanto rallentano i processi degenerativi del nostro organismo, ma proteggono anche l’olio stesso da tali processi. Quindi un olio con un alto contenuto di polifenoli durerà molto a lungo mentre uno con pochi polifenoli durerà meno. Il che significa anche che, in merito a quanto già detto riguardo alla qualità dell’olio extravergine, più un olio è di alta qualità e più durerà nel tempo.
    Una regola pertanto non esiste, però l’esperienza di assaggiatore mi porta a dire che sino ad almeno un anno dalla data di scadenza, un olio di alta qualità è in grado di mantenere le proprie caratteristiche organolettiche tale da renderlo ancora un ottimo prodotto.
    Addirittura nel caso di oli particolarmente intensi (e quindi con amaro e piccante molto pronunciati) talvolta è preferibile il consumo verso la scadenza, come è successo a me qualche giorno fa: ho aperto una meraviglioso olio di varietà Tonda Iblea e malgrado fosse ormai prossimo alla scadenza, all’assaggio si è mostrato ancora eccellente!
    Tutto questo, ribadisco, vale solo per un olio extravergine di alta qualità. Per altre porcherie a buon mercato spesso non è nemmeno necessario attendere la scadenza per consumare un prodotto difettato e dannoso per la salute!
    A voi le conclusione.


    Scopri come Acquistarlo Olio EVO Biologico 

    mercoledì 20 luglio 2016

    Come non sbagliare nella scelta dei vini

    Quali accorgimenti devo saper 
    per scegliere un buon vino
    Cosa controllare per scegliere
     il
    Comprare un vino che non si conosce è sempre una scommessa.
    Al supermercato, all'enoteca nel negozio offline e ancora di più
    nel negozio online
    è sempre un enigma per chi non è esperto e non se ne intende.
    Alcune informazioni per riconoscere un vino di qualità:
    Prima di tutto ci dovrebbe aiutare L'etichetta.

    L’etichetta ci dovrebbe aiutare a scegliere un vino buono a tutti gli effetti
    perché rappresenta la carta d’identità del vino -.
    Dovrebbe contenere quelle informazioni necessarie ad aiutarci a fare
    la scelta giusta.

    Quali sono gli elementi che possono aiutarci a distinguere se un vino
    effettivamente è buono o meno.
    L'etichetta oltre a fornirti la carta d'identità del vino ti dovrebbe
    raccontare anche la storia di quel nettare per esempio Il vitigno
    dal quale proviene l'uva per la produzione di un determinato vino:
    Aglianico, Sangiovese, Primitivo,Nero d’Avola,Montepulciano d’Abruzzo.
    Questa indicazione riporta quando un vino è prodotto “in purezza”,
    ossia con almeno l’85%di quel vitigno.
    In alcuni casi particolari come quello del nostro produttore
    la percentuale di vitigno è il 100%.Un'altra cosa importante è L’annata.
    Questo è un altro elemento che può facilmente farci riflettere.
    Diciamo che i vini più “semplici” in genere vanno consumati
    nell’anno successivo a quello di produzione
    o al massimo entro un paio di anni.
    I vini prodotti con determinate pratiche di cantina,
    come lunghi affinamenti in legno, possono tranquillamente
    attendere anni prima di esprimere il meglio di sé.
    Se non siamo sicuri di quello che acquistiamo cioè non abbiamo un'etichetta
    che ci indica i parametri sopra riportati e cerchiamo un vino semplice
    per la cena è meglio acquistare un vino d’annata,
    massimo dell’anno precedente se si tratta di un rosso.
    Invece se vogliamo gustare un vino importante,
    come ad esempio un Brunello di Montalcino
    o del nostro produttore di vini biologici aziendali, allora in quel caso
    dovremo scegliere un’annata più vecchia.
    Del resto non esistono Brunello o un Montalcino d’annata!
    Coma nel caso del nostro produttore.
    A proposito Il produttore deve essere sempre indicato
    o almeno deve essere presente il nome,
    il codice identificativo,
    e dell’imbottigliatore.

    Un'altro fattore importante è La gradazione alcolica che dev'essere
    indicata sulla retro etichetta.
    E per legge, deve essere sempre ben visibile
    (insieme alla quantità contenuta nella bottiglia).
    La gradazione alcolica non è certamente un parametro di qualità
    ma è molto utile per capire se stiamo acquistando un vino
    “leggero e immediato” o un “vino importante”.
    Per i bianchi dai 10,5 ai 12 gradi siamo in una fascia media.
    IL bianco del nostro produttore vinificato in purezza con
    uve aglianiche ha una gradazione alcalina di 13 gradi con 30 milligrammi
    di soltiti per litro mentre nei vini bianchi commerciali si arriva a 400
    milligrammi per litro(questo è il perché dopo bevuto il vino bianco viene
    mal di testa)
    Per i rossi in genere si può salire anche di un grado.
    Se compriamo un vino rosso da 14,5 gradi come il Primitivo
    non aspettiamoci certamente di bere un vinello leggero.

    Perchè Vino Biologico,
    perché i vini prodotti da agricoltura biologica
    devono - necessariamente - essere riconoscibili.
    In etichetta hanno una particolare fogliolina verde che certifica il rispetto
    dello standard e tutte le notizie che riguardano vita e miracoli di
    quel vino e dell'azienda che li produce.
    Teniamolo sempre ben a mente.

    Il prezzo è Un fattore importante da tenere in considerazione quando si
    vuol scegliere un buon vino che non si conosce?
    Il prezzo è spesso indice di una certa qualità.
    Si può bere benissimo anche senza spendere una fortuna
    ricordandoci sempre una cosa importante:
    Un vino che viene proposto a un prezzo inferiore di 5 euro,
    anche al supermercato, deve sempre farci dubitare.
    Tolti i costi vivi: vetro, etichetta, tappo e capsula, considerato l’IVA,
    un po’ di tasse, il giusto ricarico del punto vendita e un minimo di trasporto…
    Ma quanto potrà costare davvero il nettare di vino che stiamo comprando?
    Se vuoi saperne di più visita i vini del nostro produttore:clicca per
    vedere tutte le premiazioni ricevute e la sua storia.